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Augsburger Mozartfest

 

AUGSBURGER MOZARTFEST 2010

Domenica 9 maggio, ore 19.00 Augusta, Chiesa evangelica di Heilig Kreuz

ACCADEMIA DELL'ORCHESTRA MOZART | CORO AUGSBURGER DOMSINGKNABEN
Christiane Karg soprano | Angela Brower contralto
Andreas Post tenore | Günter Papendell basso
BORIS SCHÄFER direttore
Reinhard Kammler maestro del coro

PIETRO GNOCCHI (1698 - 1775)
Messa in Sol Maggiore per soli, coro e orchestra
LORENZO MARIA PETRONIO GIBELLI (1718 - 1812)
Gloria in excelsis
WOLFGANG AMADÉ MOZART (1756 - 1791)
"Litaniae de venerabili altaris Sacramento" in Si bemolle maggiore KV 125
Mottetto "Ergo interest - Quaere superna" KV 143

 


I ragazzi dell'Accademia dell'Orchestra Mozart hanno partecipano al Festival Mozartiano di Augusta (Augsburger Mozartfest), la cui edizione 2010 è stata incentrata sul tema "Mozart e l'Italia".

Vai alla recensione di Carlo Vitali

Augusta è fra le città mozartiane (qui ebbe i natali il padre Leopold e soggiornò più volte Wolfgang Amadè) e, come Bologna, fa parte del circuito European Mozart Ways, la rete internazionale costituita dalle città con le quali Mozart ebbe rapporti di vario tipo (Salisburgo, Vienna, Milano, Londra, ecc.).
Il concerto, che si tiene domenica 9 maggio alle 19.00 nella Chiesa evangelica di Heilig Kreuz, sarà un'importante occasione di riscoperta di un grande musicista bolognese, Lorenzo Maria Petronio Gibelli (1718 - 1812); verrà proposta la prima esecuzione in epoca moderna del suo "Gloria in excelsis", una pagina dimenticata, riemersa dall'Archivio dell'Accademia Filarmonica di Bologna.
Gibelli, detto "Gibellone dalle belle fughe", fu allievo del Padre Giovan Battista Martini e ricoprì in più occasioni la carica di «Principe» - ossia di Presidente - dell'Accademia Filarmonica di Bologna. Nell'ottobre del 1770 Gibelli faceva parte della commissione che esaminò il compito del quattordicenne Mozart, candidato al prestigioso titolo di accademico filarmonico (il manoscritto della prova, come è noto , è custodito in Accademia). Gibelli fu anche insegnante di canto nel Liceo Filarmonico di Bologna (oggi Conservatorio G. B. Martini) fin dalla sua fondazione, nel 1804; fra suoi allievi ci fu anche il giovane Gioachino Rossini. Compositore di scrittura elegante e misurata, partecipò della tendenza, propria della scuola di Martini e Stanislao Mattei, a ricercare un linguaggio di compromesso fra la severa tradizione contrappuntistica di derivazione romana e la nuova estetica del Settecento «galante» e razionalista.
In programma anche una Messa in Sol Maggiore per soli, coro e orchestra del padre bresciano Pietro Gnocchi (1698 - 1775) - Mozart padre e figlio passarono almeno cinque volte da Brescia tra il 1770 e il 1773 - e due brani mozartiani giovanili, risalenti al periodo dei viaggi in Italia (primi anni 70 del ‘700); si tratta delle "Litaniae de Venerabili Altaris Sacramento" KV 125 e del Mottetto "Ergo interest - Quaere superna" KV 143.
Il concerto è diretto dal giovane Boris Schäfer, più volte assistente di Claudio Abbado durante le produzioni dell'Orchestra Mozart a Bologna. Sul palco anche gli Augsburger Domsingknaben, uno dei più affermati cori tedeschi di voci bianche, e i solisti Christiane Karg (soprano), Angela Brower (contralto), Andreas Post (tenore) e Günter Papendell (basso).

 


La riscoperta del compositore bolognese
LORENZO MARIA PETRONIO GIBELLI (1718 - 1812)
Prima esecuzione in tempi moderni del suo Gloria in excelsis

A fine maggio 2009, la Presidenza italiana degli European Mozart Ways, in accordo con le richieste formulate dal Kulturamt della Città di Ausgburg (BRD), ha incaricato il musicologo Carlo Vitali, della Fondazione Farinelli di Bologna, di individuare un brano di musica sacra che risalisse all'epoca dei viaggi italiani di Mozart (1769-73) e che non fosse mai stato eseguito in epoca moderna, così da offrire informazioni sulla produzione cui il giovane genio salisburghese fu direttamente esposto. Le preferenze dei committenti andavano ad un lavoro di origine bolognese, composto da Padre G. B. Martini o da uno dei suoi allievi più qualificati, possibilmente anche membro dell'Accademia Filarmonica di Bologna che (come è noto), concesse a Mozart il diploma d'aggregazione il 10 ottobre 1770. Ulteriori requisiti riguardavano la lunghezza non superiore ai 20 minuti, l'organico (fondato su un coro a quattro parti e un'orchestra d'archi, con opzionale ricorso a soli vocali e fiati), la qualità musicale, la condizione di inedito, la conservazione della fonte in ambiente bolognese.
Tutte queste condizioni sono state riconosciute in un Gloria in excelsis in Do maggiore per soli, coro, archi, corni e continuo, composto da Lorenzo Gibelli nel 1772 o 1773, conservato in manoscritto autografo presso l'Archivio della citata Accademia Filarmonica e cortesemente messo a disposizione dalla sua Presidenza unitamente alle facilitazioni per una ricerca contestuale.
Leopold Mozart cita il "Maestro Gibelli" fra le personalità a cui lui e Wolfgang erano stati presentati durante il loro soggiorno a Bologna; dalla lettera di Leopold del 1 settembre 1779, è chiaro che ascoltarono Gibelli dirigere personalmente il suo "Credo" nella chiesa di San Giovanni in Monte. Inoltre i documenti custoditi nell'Archivio dell'Accademia Filarmonica testimoniano che Gibelli fu uno dei due Censores che approvarono il compito di contrappunto di Mozart per l'ammissione alla stessa Accademia (Quaerite primum KV 86).
Lorenzo Gibelli (Bologna 1718- ivi 1812), fu cantante e compositore d'opera, ma con meno successo che non come Maestro di cappella in varie chiese di Bologna e come insegnante di canto (tra i suoi prediletti il castrato Crescentini, il tenore Babbini e Gioachino Rossini). Il suo importante ruolo nella storia dell'Accademia Filarmonica è testimoniato dalle cariche ricoperte negli anni: fu numerose volte Principe (Presidente) e Censore (membro della giuria), e, succedendo a Padre Martini, Diffinitore perpetuo.
Il suo Gloria del 1773 mostra le tipiche caratteristiche della musica sacra bolognese nella seconda metà del XVIII secolo; da rilevare la dinamismo degli accompagnamenti orchestrali, la raffinatezza dei procedimenti armonici, la moderata e espressiva coloratura nelle parti soliste, e - aspetto che gli meritò il titolo di "Gibellone dalle belle fughe" - la inusuale piacevolezza del contrappunto, basato su facili e graziosi temi, spesso non derivanti dalla tradizione gregoriana.

LORENZO MARIA PETRONIO GIBELLI

Scheda biografica di Carlo Vitali, Estratto dal III volume della Sezione «LE BIOGRAFIE», p- 194, del Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, © UTET, Torino, 1988

Gibelli, Lorenzo Maria Petronio (Gibellone). Cantan¬te e compositore ital. (Bologna, 24-XI-1718 - ivi, 5-XI-1812).
Allievo del Padre Martini, fu aggregato nel 1743 all'Accademia Filarmonica, in seno alla quale ricoprì la carica di «principe» nel 1753, '63, '68, '72 e 1810. Le tappe della sua invero abbastanza modesta carriera di cantante teatrale sono legate alle op. di G. M. Buini: nel 1738 a Rimini e nel 1740 ad Alessandria G. cantò nel Savio delirante e nel 1746 a Piacenza ne La Zanina maga per amore. In data imprecisata (attorno al 1770) sarebbe stato «maestro al cembalo» del T. Comunale di Bolo¬gna. Maestro di capp. in varie chiese bolognesi (S. Sal¬vatore, 1744; P. P. Filippini di S. Maria di Galliera, 1762; arciconfraternita di S. Maria della Morte, 1773; S. Giovanni in Monte ecc.), fu anche insegnante di canto nel Liceo Filarmonico dalla sua fondazione (1804). Dapprima sopranista, poi dopo la muta della voce con¬traltista naturale (non evirato), cantava anche nel regi¬stro di basso. Tra i suoi allievi, i castrati F. Roncaglia, G. Crescentini e V. dal Prato (quest'ultimo apprezzato interprete mozartiano), il celebre tenore eroico M. Babbini e il giovane Rossini.
Compositore di scrittura elegante e misurata, partecipò della tendenza, propria della scuola di Martini e S. Mattei, a ricer¬care un linguaggio di compromesso fra la severa tradizione contrappuntistica di derivazione romana e la nuova estetica del settecento «galante» e razionalista. Varietà e piacevolezza nell'invenzione melodica, vivacità delle parti orchestrali sono le principali caratteristiche di questo stile eclettico. Racconta il suo biografo Pancaldi: ".... Singolarizzossi in questo, che sic¬come gli altri traevan il Soggetto per la Fuga dal Canto Fermo, egli all'incontro scieglievalo tra que' dolci Motivi o Cantilene che vedeva godere del favor generale, ed avvenivane per questa foggia di piacevole novità che le sue Fughe riescivan gratissime all'orecchio del popolo, ed egli poi era per antonomasia chiamato Gibellone dalle belle Fughe"».

COMPOS.: Op teatr.: Gli sponsali di Enea (libr. F. Passarini, Venezia 1731; Bologna, 1744, solo una parte delle arie); Giovanna di Napoli (Alessandria 1732); Diomeda (F. Passarini, Udine, 1733; S. Giovanni in Persiceto 1741, solo una parte delle arie); Evergete (E. Silvani e D. Lalli; Venezia 1748); l'intermezzo Il filosofo Anselmo e Lesbina. Oratorii: Davidde in Terrebinto (Bologna, 1744); Gionata figliuol di Saule (Castel S. Pietro, 1732); Il Giuseppe riconosciuto (Metastasio, ivi, 1762); La Passione del Signore (Bologna, 1763); La Passione e morte di Gesù Cristo (N. Giusti; ivi, 1783). Inoltre, un grande numero di compos. sacre (secondo una stima del compositore bolognese A. Mazzoni, allievo di G., ca. 540) oggi solo parzialmente conservate in MS.

BIBL.: C. PANCALDI, Vita di L. G. celebre contrappuntista e cantore, Bologna, 1830; L.F. TAGLIAVINI, in MGG.


SCHEDA DELLA COMPOSIZIONE

Titolo originale
GLORIA IN EXCELSIS.
À 4.° Concertata con Strumenti Corni e RR.[ipieni]
DI
LORENZO GIBELLI.
1773

Parte di Messa: Gloria / Lorenzo Gibelli, Do magg.
collocazione: Bologna, Accademia Filarmonica, Archivio, Fondo antico II, GIB 52 (manoscritto autografo; edizione e revisione di Carlo Vitali e Giovanni Andrea Sechi)
cm. 29,5x 22,5, cc. I+36+c. di guardia

Organico
vlI, vlII, a-vla, corI, corII, CATB, bc (numerato), org obbligato

Movimenti
1) Gloria in excelsis: Allegro moderato, 4/4, CATB
2) Laudamus: Allegretto, 4/4, C solo
3) Gratias agimus: [senza indicazione di tempo], 4/4, CATB
4) Domine Deus rex: [senza indicazione di tempo], 3/4, CAB
5) Domine Fili unigeniti: [senza indicazione di tempo], 4/4, T solo
6) Domine Deus agnus: Allegro, 2/4, CATB
7) Miserere nobis: Largo, 3/4, A solo
8) Qui sedes: Allegro, 4/4, CATB
9) Quoniam: [senza indicazione di tempo], 4/4, CAB
10) Cum Sancto Spiritu - Amen: Grave, 4/4, CATB

Durata esecuzione: ca. 20 minuti


IL FESTIVAL MOZARTIANO DI AUGUSTA (AUGSBURGER MOZARTFEST)

Il Festival Mozart di Augusta 2010 è al centro del progetto «Mozart e l'Italia - Riflessioni di un dialogo interculturale nel XVIII secolo», sostenuto dall'Unione Europea.
Wolfgang Amadeus Mozart intraprese tre viaggi in Italia in giovanissima età (1769-73), in compagnia di suo padre Leopold. Questi percorsi furono segnati da numerose esibizioni e soprattutto da scambi continui ed intensi con altri musicisti e importanti figure della cultura e della società. Il giovane Mozart poté cosi raccogliere numerose e differenti impressioni, che lasciarono tracce profonde e indelebili sulla sua opera. Cosi come per tanti altri letterati, artisti e musicisti del suo tempo, anche per lui l'Italia divenne una fonte di costante e ineguagliabile ispirazione.
Il successo del riconoscimento nel programma Cultura 2007 - 2013 dell'Unione Europea fa onore all'idea portante di European Mozart Ways - rete internazionale che intreccia competenze complementari, stimolando risultati inediti nella produzione artistica, turistico-culturale, scientifica e pedagogica, ispirata alla vita e alle opere di Mozart in relazione all'esperienza decisiva dei suoi fecondissimi viaggi. Da queste premesse dinamiche si sviluppa l'impegno di alcune città nodali: accanto ad Augusta, spiccano Salisburgo, sede dell'Associazione e di istituzioni chiave nonché coordinatore delle attività; Milano, in un molteplice ruolo trainante (anche nel Comitato Nazionale voluto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali); Londra, per le risorse accademiche messe in campo nel territorio elettivo della ricerca musicologica; e ancora Bologna per il suo patrimonio di autenticità: protagonisti tutti di una costellazione esemplare nell'intento di dialogare con il passato per vivificarlo nei suoi riflessi di novità.